Vai al contenuto
Copertina Blower door test: misurare gli spifferi di un edificio

Blower Door test: misurare gli spifferi di un edificio

Calcolare un edificio a bassissimi consumi non basta: il risultato va misurato in opera. Per questo il Blower Door test entra nel nostro iter progettuale, a chiudere il cerchio.

In un edificio a bassissimi consumi, il modello e il calcolo sono fondamentali. Ma cosa c’è tra il software e il risultato finale?

Il cantiere.

Il cantiere è il luogo dove poi tutto si decide. Un calcolo ben eseguito e un dettaglio ben disegnato non bastano: se la realizzazione è sbagliata, tutto il lavoro precedente viene vanificato.

Certo, la supervisione, il controllo e l’affiancamento alla direzione lavori, che proponiamo sempre nei nostri servizi, sono fondamentali. Ne parliamo anche in Il futuro non si costruisce in cantiere. Si progetta.

Ma serve un passo in più.

Serve la formazione delle maestranze: un training iniziale che le porti dentro un modo di lavorare in cui ogni cosa richiede cura e impegno. E dove c’è quella bellezza che nasce quando un lavoro, anche semplice, viene fatto bene.

Ed è qui che entra il Blower Door test.

Con tutti i nostri sforzi, possiamo capire fino in fondo se l’involucro è stato realizzato perfettamente? Con tutto l’impegno possibile, no. Ciò che sfugge all’occhio umano non sfugge a uno strumento di misura.

Per questo abbiamo deciso di chiudere il nostro percorso di progettazione con il test in opera. Per non lasciare dubbi né spazi. Per misurare in opera quello che abbiamo calcolato, dimensionato, disegnato e verificato in cantiere, passo dopo passo.

Cos’è il Blower Door test

Il Blower Door test è la prova che misura la tenuta all’aria dell’involucro edilizio, cioè quanta aria entra ed esce attraverso fessure, giunti e discontinuità. In altre parole, misura gli spifferi di un edificio.

È chiamato anche test di tenuta all’aria o prova di infiltrometria e si esegue secondo la norma UNI EN ISO 9972:2015. Il risultato è un valore numerico, n₅₀, che permette di confrontare l’edificio realizzato con gli obiettivi di progetto.

Perché misurare la tenuta all’aria di un edificio

Gli spifferi non sono un semplice fastidio. Le dispersioni incontrollate aumentano i consumi, riducono il comfort e possono causare patologie edilizie che si manifestano nel tempo.

L’aria che passa attraverso fessure e discontinuità, infatti, porta via calore. Crea correnti d’aria e superfici fredde. Trasporta umidità dentro le stratigrafie, dove nessuno la vede finché il danno non è fatto.

Inoltre, un involucro a tenuta d’aria è la condizione perché la ventilazione meccanica controllata funzioni come progettato. Ne parliamo in Qualità dell’aria indoor negli edifici ad alta efficienza.

Possiamo scegliere i materiali migliori, calcolare con precisione ogni nodo e dimensionare con cura gli impianti. Ma nulla di tutto questo ha senso se resta sulla carta e non viene realizzato correttamente.

Il controllo è fondamentale. E la misura è parte del progetto.

Come funziona il Blower Door test secondo UNI EN ISO 9972

La UNI EN ISO 9972:2015 definisce il metodo per misurare la permeabilità all’aria degli edifici mettendoli in pressione con un ventilatore. Installiamo un ventilatore calibrato in un serramento esterno. Mettiamo quindi l’edificio in depressione e poi in sovrappressione, con una serie di differenze di pressione intorno ai 50 Pa.

Misuriamo la portata d’aria necessaria a mantenere ogni livello di pressione e ricaviamo il parametro di riferimento:

n₅₀ = V̇₅₀ / V [h⁻¹]

Dove V̇₅₀ è la portata d’aria che passa attraverso le infiltrazioni a 50 Pa e V è il volume interno. n₅₀ indica quindi quante volte, in un’ora, il volume d’aria interno viene ricambiato attraverso gli spifferi.

Per un edificio ad altissima efficienza, i protocolli più esigenti, come Passivhaus e CasaClima Gold, richiedono n₅₀ ≤ 0,6 h⁻¹.

Un numero. Misurato, non stimato.

Prima si calcola. Poi si costruisce. Infine si misura.

Quando fare il Blower Door test

Il momento della misura conta quanto la misura stessa. Per questo prevediamo due prove:

  1. Test intermedio: con lo strato di tenuta all’aria ancora accessibile, prima di controsoffitti, cartongessi e finiture. Individuiamo le perdite e le correggiamo quando costa poco farlo.
  2. Test finale: a edificio completato. Il valore n₅₀ misurato documenta la prestazione raggiunta.

Prima si verifica. Poi si chiude.

Blower Door test: domande frequenti

Che cosa misura il Blower Door test?

Misura la tenuta all’aria dell’involucro edilizio, cioè la quantità di aria che passa attraverso fessure e discontinuità. Il risultato è il valore n₅₀, espresso in h⁻¹.

Il Blower Door test è obbligatorio?

È previsto dai protocolli di certificazione volontaria come CasaClima, Minergie e Passivhaus, secondo le rispettive regole. Per un edificio a bassissimi consumi è lo strumento che dimostra in opera il risultato del progetto.

Quando conviene fare il test di tenuta all’aria?

Due volte: durante il cantiere, con lo strato di tenuta ancora accessibile, e a lavori finiti, per certificare il valore raggiunto.

Che valore di n₅₀ deve avere un edificio a bassissimi consumi?

I protocolli più esigenti, come Passivhaus e CasaClima Gold, richiedono n₅₀ ≤ 0,6 h⁻¹. Il valore obiettivo va comunque fissato in fase di progetto.

Il Blower Door test nel nostro iter progettuale

Per noi il progetto energetico è un sistema complesso e coordinato, che parte dal primo calcolo analitico e arriva fino all’ultimo dettaglio realizzato in cantiere.

Il Blower Door test chiude questo percorso: trasforma il calcolo in una misura.

Se stai costruendo o ristrutturando e vuoi un edificio che consumi davvero quanto è stato progettato, richiedi una consulenza tecnica online: valuteremo insieme come inserire il Blower Door test nel tuo progetto.