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COPERTINA ISOLAMENTO TETTO E CLADO ESTIVO

Come proteggersi dal caldo estivo in casa: perché il tetto è il primo elemento da progettare correttamente

Ogni estate migliaia di persone cercano soluzioni per ridurre il caldo in casa. C’è chi installa un climatizzatore più potente, chi abbassa le tapparelle durante il giorno e chi cerca il “miglior materiale isolante” per il proprio tetto.

Ma la domanda corretta dovrebbe essere un’altra:

Perché alcune abitazioni riescono a mantenere temperature accettabili anche durante le giornate più calde, mentre altre diventano invivibili già dopo poche ore di sole?

La risposta è nella fisica dell’edificio.

Il tetto è l’elemento maggiormente sollecitato dal sole

Durante una giornata estiva una copertura può raggiungere temperature superficiali superiori a 70°C. Quando questo accade, l’energia accumulata dagli strati esterni inizia a propagarsi verso gli ambienti interni. In inverno siamo abituati a ragionare sulle dispersioni termiche.

In estate il problema si ribalta.

Gli apporti solari sulla copertura diventano uno dei contributi più importanti del bilancio energetico dell’edificio e possono compromettere in modo significativo il comfort interno. Per questo motivo il corretto isolamento del tetto o del sottotetto rappresenta uno degli interventi più efficaci per migliorare il comportamento estivo di un’abitazione.

Perché non basta guardare la trasmittanza termica

Uno degli errori più diffusi consiste nel valutare una copertura esclusivamente attraverso il valore di trasmittanza termica U. La trasmittanza misura la capacità di una struttura di opporsi al flusso di calore in condizioni stazionarie. L’estate però non è una condizione stazionaria. Le temperature cambiano continuamente durante l’arco della giornata e la radiazione solare introduce una sollecitazione fortemente dinamica.

Due coperture con la stessa trasmittanza possono avere comportamenti estivi completamente differenti.

Per questo motivo è necessario analizzare parametri quali:

  • sfasamento termico;
  • fattore di attenuazione;
  • capacità termica areica interna;
  • ammettenza termica periodica.

Sono questi indicatori a descrivere realmente il comportamento estivo di una stratigrafia.

Lo sfasamento termico: ritardare il caldo non significa eliminarlo

Uno dei parametri più conosciuti è lo sfasamento termico.

Lo sfasamento rappresenta il tempo necessario affinché il picco di temperatura esterna raggiunga la superficie interna della struttura.

Secondo il protocollo CasaClima, uno sfasamento inferiore alle 12 ore non dovrebbe essere considerato adeguato per garantire un elevato comfort estivo.

Ma attenzione.

Lo sfasamento, da solo, non basta.

Una stratigrafia potrebbe anche ritardare il passaggio del calore di molte ore, ma se non riesce contemporaneamente ad attenuare l’intensità dell’onda termica, il comfort percepito potrebbe comunque risultare insoddisfacente.

Attenuazione: il parametro spesso dimenticato

L’obiettivo non è soltanto spostare nel tempo il picco di calore. L’obiettivo è ridurne l’intensità.

Per questo motivo è fondamentale valutare il fattore di attenuazione.

Una buona copertura deve essere in grado non soltanto di ritardare il passaggio dell’onda termica ma anche di comprimerla, riducendo la quantità di energia che raggiunge gli ambienti interni.

Ed è proprio qui che entrano in gioco le caratteristiche fisiche dei materiali.

Densità e calore specifico: i numeri che fanno la differenza

Quando si sceglie un materiale isolante si parla spesso di conducibilità termica. Molto meno frequentemente si parla di densità e calore specifico.

Eppure sono proprio questi parametri a contribuire in modo significativo al comportamento estivo della copertura. Materiali caratterizzati da elevata densità ed elevato calore specifico possiedono una maggiore capacità di accumulare energia termica prima di aumentare la propria temperatura. Questo contribuisce ad aumentare lo sfasamento e a migliorare l’attenuazione dell’onda termica.

Per questo motivo la scelta di una stratigrafia non dovrebbe mai essere basata esclusivamente sul costo al metro quadrato o sulla trasmittanza finale.

Comfort estivo significa anche gestione dell’umidità

La progettazione di una copertura non riguarda esclusivamente il flusso di calore. Ogni materiale interagisce anche con il vapore acqueo presente negli ambienti.

Una progettazione corretta deve quindi valutare il comportamento igrotermico dell’intera stratigrafia, verificando:

  • migrazione del vapore;
  • rischio di condensa interstiziale;
  • capacità di asciugatura;
  • durabilità delle prestazioni nel tempo.

Per questo motivo preferiamo stratigrafie aperte alla diffusione del vapore e progettate attraverso specifiche verifiche igrotermiche.

La ventilazione della copertura non è un optional

Quando si interviene dall’estradosso, la ventilazione della copertura rappresenta un elemento essenziale.

La presenza di una camera ventilata consente infatti di smaltire parte dell’energia accumulata dal manto di copertura, riducendo le temperature che raggiungono gli strati sottostanti. È un elemento che deve essere progettato e dimensionato correttamente e che contribuisce in maniera significativa al comportamento estivo dell’intero pacchetto.

Conclusioni

Quando si parla di caldo estivo in casa non esistono materiali miracolosi.

Esistono invece stratigrafie progettate correttamente.

La differenza tra una copertura che garantisce comfort e una che costringe ad accendere continuamente il climatizzatore nasce dall’analisi di parametri precisi: trasmittanza, sfasamento, attenuazione, capacità termica, comportamento igrotermico e ventilazione.

Perché il comfort estivo non è una questione di opinioni.

È una questione di numeri.