Il cappotto termico in estate viene ancora percepito, da molti committenti, come una misura pensata solo per l’inverno. I dati sul comportamento dinamico dell’involucro dicono altro: una parete isolata con Sistema a Cappotto può ridurre di oltre 20°C la temperatura superficiale esterna rispetto a una parete non isolata durante un’esposizione solare diretta, e contenere l’oscillazione della temperatura operante interna entro ±2°C contro i ±6°C di una parete non coibentata. Vediamo su quali parametri normativi si basa questa prestazione del cappotto termico in estate e come verificarla in fase di progetto.
Cappotto termico in estate: cosa prevede la normativa
Il Decreto Ministeriale DM 28 ottobre 2025 impone, per edifici nuovi, demolizioni e ricostruzioni, ampliamenti e ristrutturazioni importanti di I livello, la verifica di almeno una tra due condizioni alternative per le pareti opache verticali (escluse quelle nel quadrante Nord-ovest/Nord/Nord-Est):
- massa superficiale Ms > 230 kg/m² (esclusi gli intonaci);
- trasmittanza termica periodica Yie < 0,10 W/m²K.
Per le coperture orizzontali e inclinate il limite è Yie < 0,18 W/m²K. La verifica si applica nelle località con irradianza media mensile nel mese di massima insolazione ≥ 290 W/m², con esclusione della zona climatica F.
Il parametro Yie è definito dalla UNI EN ISO 13786:2018 “Prestazione termica dei componenti per l’edilizia – Caratteristiche termiche dinamiche”, che ne stabilisce il metodo di calcolo in funzione di massa superficiale, spessore, calore specifico e conducibilità di ogni strato della stratigrafia. È il parametro che oggi sostituisce, nella pratica progettuale, l’approccio storico basato sulla sola massa: la soglia di 230 kg/m² prevista dal decreto riflette una logica progettuale superata, perché è possibile ottenere prestazioni estive equivalenti o superiori con stratigrafie leggere ma correttamente dimensionate sull’isolante.
Massa o isolante: quale strategia funziona meglio per il comfort estivo
Il contributo inerziale di un isolante è inversamente proporzionale al peso della parete su cui è applicato: più la parete di base è pesante, minore è l’incidenza relativa dello strato isolante sulla capacità termica complessiva. Questo significa che due strategie — muratura massiva vs. cappotto termico su parete leggera — possono convergere sullo stesso risultato prestazionale se lo spessore isolante è calcolato correttamente.
Un confronto utile: un muro storico in tufo di 2,5 m di spessore ha una trasmittanza di circa 0,24 W/m²K, paragonabile a quella di una moderna muratura in laterizio forato da 25 cm dotata di cappotto con circa 100 mm di isolante. La differenza sostanziale è nei tempi e nei costi: lo spessore necessario per ottenere prestazioni equivalenti con la sola massa è ordini di grandezza superiore.
Tabella: confronto isolanti a parità di spessore (d = 120 mm, muratura in laterizio 25 cm, Milano)
| Isolante | λ (W/mK) | Trasmittanza periodica Yie (W/m²K) | Sfasamento | Ammettenza esterna (W/m²K) |
|---|---|---|---|---|
| EPS | 0,031 | 0,022 | 12h07′ | 0,694 |
| Sughero (ICB) | 0,045 | 0,025 | 14h44′ | 1,189 |
| Lana minerale (MW) | 0,034 | 0,022 | 13h33′ | 0,895 |
| Poliuretano (PU) | 0,025 | 0,017 | 13h05′ | 0,761 |
| Fibra di legno (WF) | 0,04 | 0,019 | 16h20′ | 1,315 |
I dati mostrano che, a parità di spessore, gli isolanti a maggiore densità e calore specifico (sughero, fibra di legno) offrono sfasamenti più lunghi ma ammettenze esterne più elevate, mentre EPS e poliuretano garantiscono Yie più basse. La scelta non è quindi univoca: dipende dalla stratigrafia complessiva e dall’obiettivo prestazionale specifico (attenuazione del picco vs. ritardo di fase).
Come si verifica il comfort estivo: dal calcolo stazionario al modello dinamico orario
Il comfort estivo non si valuta in regime stazionario, a differenza del fabbisogno invernale. La UNI EN ISO 52016-1:2018 definisce il metodo di calcolo dinamico orario, che valuta ora per ora la temperatura media radiante a partire da dati climatici orari (temperatura, umidità, irradianza diretta e diffusa) e dai contributi di bilancio (trasmissione, ventilazione, apporti solari e interni). Rispetto al calcolo semi-stazionario mensile tradizionale, il modello dinamico riduce il rischio di sovradimensionamento impiantistico e consente una verifica realistica delle condizioni interne.
Il riferimento per la valutazione soggettiva del comfort è il modello adattivo della UNI EN 16798-1:2019, che sostituisce la precedente UNI EN 15251:2008. La temperatura operativa ottimale Θo si calcola come:
Θo = 0,33 × Θrm + 18,8
dove Θrm rappresenta la media mobile delle temperature esterne dei giorni precedenti. Attorno a questo valore la norma individua tre categorie di comfort con bande di ±2/-3°C (categoria I), ±3/-4°C (categoria II) e ±4/-5°C (categoria III).
Checklist: cosa verificare in fase di progetto del cappotto termico in estate
Per una corretta progettazione del comfort estivo con Sistema a Cappotto è necessario:
- calcolare la trasmittanza termica periodica Yie secondo UNI EN ISO 13786:2018 per ogni stratigrafia, non limitarsi alla trasmittanza stazionaria U;
- verificare il rispetto delle soglie del DM 28 ottobre 2025 (Yie < 0,10 W/m²K pareti verticali, < 0,18 W/m²K coperture) nelle località con irradianza ≥ 290 W/m²;
- per edifici pubblici, applicare le soglie più stringenti del D.M. 24/11/2025 (Criteri Ambientali Minimi), che richiede Yie < 0,09 W/m²K per pareti verticali e < 0,16 W/m²K per pareti orizzontali/inclinate, oltre alla verifica di differenza tra temperatura operante e di riferimento inferiore a 4°C nell’85% delle ore di occupazione tra il 20 giugno e il 21 settembre;
- utilizzare finiture con indice di riflessione superiore al 20%, come richiesto dalla UNI/TR 11715:2018, per contenere la temperatura superficiale all’estradosso;
- scegliere esclusivamente sistemi certificati come kit, con certificato ETA secondo ETAG 004 o EAD 040083-00-0404, progettati secondo UNI/TR 11715:2018 e posati da personale certificato UNI 11716:2018.
La progettazione del cappotto termico in estate richiede oggi strumenti di calcolo dinamico e norme specifiche, non approssimazioni basate sulla sola massa. Chi valuta un intervento di isolamento a cappotto dovrebbe partire sempre da uno studio di fattibilità preliminare basato su numeri, calcoli e verifiche.
Fonte dati tecnici: Cortexa – Consorzio per la cultura del Sistema a Cappotto, “Sistema a Cappotto in estate e nei climi caldi”, Quaderno tecnico n° 16.
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Ingegnere Civile e Ambientale
Ingegnere, Consulente Energetico CasaClima® ed Esperto in Edilizia Sostenibile certificata UNI CEI EN ISO/IEC 17024. Tecnico Ufficiale Biosafe®, Partner Specializzato Minergie e Operatore Termografico di 2° livello UNI EN ISO 9712:2012, si occupa di progettazione energetica e impiantistica, diagnosi energetiche e definizione dei dettagli costruttivi ad alte prestazioni. Integra gli standard CasaClima, Minergie e Biosafe nella valutazione di involucro, comfort e salubrità, con un approccio tecnico rigoroso orientato alla qualità reale degli edifici e alla sostenibilità dei materiali.
